Il presidente eletto Barack Obama ha vinto le elezioni presidenziali con la maggioranza assoluta dei suffragi, circa il 52%, secondo i dati provvisori. Non succedeva dal 1976 per un candidato democratico alla casa Bianca, da quando cioé Jimmy Carter aveva ottenuto il 50,1% dei suffragi. Bill Clinton non è mai riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta. In America "nulla è impossibile" e chi ancora non è convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. Barack Obama ha debuttato così a Chicago, con un discorso della vittoria impregnato di 'sogno americano' e riferimenti alle divisioni che hanno segnato la storia degli Usa, e annunciando che il cambiamento "é arrivato". 'Yes we can', lo slogan che per quasi due anni ha accompagnato la sua campagna elettorale, è diventato anche l'inno con cui Obama ha celebrato la sua vittoria, rivolto alle decine di migliaia di sostenitori. "Siamo e saremo gli Stati Uniti d'America - ha detto Obama, citando Abramo Lincoln per respingere l'idea di un Paese diviso - e abbiamo dimostrato al mondo intero che non siamo semplicemente una collezione di individui di tutti i tipi". Una folla multirazziale ed entusiasta ha accolto Obama, sventolando bandiere a stelle e strisce, in un grande parco di Chicago, assediato all'esterno da un'altra folla che non è potuta entrare nello spazio da 70.000 posti preparato per l'evento. Accolto sulle note di 'Sweet Home Chicago', Obama ha debuttato ringraziando la città che lo ha adottato dagli anni Ottanta e si è poi lanciato in un primo discorso da presidente eletto che ha ricalcato i temi della sua campagna elettorale: la necessità di portare "il cambiamento" in America, la promessa di rispondere alla speranza di chi si sente abbandonato o ai margini della società, l'avvertimento "ai nostri nemici nel mondo" che l'America è forte, unita e pronta a rispondere a qualsiasi minaccia. L'onore delle armi è andato a John McCain e Sarah Palin, che Obama ha ringraziato e a cui ha chiesto, in una conversazione telefonica con il senatore dell'Arizona, di aiutarlo a guidare il Paese. Il vice Joe Biden, la moglie Michelle e le due famiglie hanno raggiunto alla fine Obama sul palco.
Il presidente eletto Barack Obama ha vinto le elezioni presidenziali con la maggioranza assoluta dei suffragi, circa il 52%, secondo i dati provvisori. Non succedeva dal 1976 per un candidato democratico alla casa Bianca, da quando cioé Jimmy Carter aveva ottenuto il 50,1% dei suffragi. Bill Clinton non è mai riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta. In America "nulla è impossibile" e chi ancora non è convinto, non ha che da guardare al nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. Barack Obama ha debuttato così a Chicago, con un discorso della vittoria impregnato di 'sogno americano' e riferimenti alle divisioni che hanno segnato la storia degli Usa, e annunciando che il cambiamento "é arrivato". 'Yes we can', lo slogan che per quasi due anni ha accompagnato la sua campagna elettorale, è diventato anche l'inno con cui Obama ha celebrato la sua vittoria, rivolto alle decine di migliaia di sostenitori. "Siamo e saremo gli Stati Uniti d'America - ha detto Obama, citando Abramo Lincoln per respingere l'idea di un Paese diviso - e abbiamo dimostrato al mondo intero che non siamo semplicemente una collezione di individui di tutti i tipi". Una folla multirazziale ed entusiasta ha accolto Obama, sventolando bandiere a stelle e strisce, in un grande parco di Chicago, assediato all'esterno da un'altra folla che non è potuta entrare nello spazio da 70.000 posti preparato per l'evento. Accolto sulle note di 'Sweet Home Chicago', Obama ha debuttato ringraziando la città che lo ha adottato dagli anni Ottanta e si è poi lanciato in un primo discorso da presidente eletto che ha ricalcato i temi della sua campagna elettorale: la necessità di portare "il cambiamento" in America, la promessa di rispondere alla speranza di chi si sente abbandonato o ai margini della società, l'avvertimento "ai nostri nemici nel mondo" che l'America è forte, unita e pronta a rispondere a qualsiasi minaccia. L'onore delle armi è andato a John McCain e Sarah Palin, che Obama ha ringraziato e a cui ha chiesto, in una conversazione telefonica con il senatore dell'Arizona, di aiutarlo a guidare il Paese. Il vice Joe Biden, la moglie Michelle e le due famiglie hanno raggiunto alla fine Obama sul palco.
Angelina Jolie è la protagonista della copertina di dicembre di Harper's Bazaar, nota rivista inglese, che all'interno le ha anche dedicato un articolo su come nonostante sia diventata mamma due volte sia sempre bellissima. E io come credo la maggior parte dei suoi fan, sono completamente d'accordo. In questa foto Angelina è davvero stupenda, oltre ad essere una madre ed un'attrice eccezionale. Complimenti davvero!Lo so che questa canzone è già molto famosa perchè si sente praticamente sempre per radio, ma volevo postarla lo stesso, per dedicarla a tutti i romanticoni come me! Voi che ne pensate? Ecco il video (un pò strano) della canzone:
Lieve malore di Giulio Andreotti durante la trasmissione "Questa domenica" di Canale 5. Il senatore a vita, durante l'intervista che gli stava facendo la conduttrice Paola Perego, è rimasto qualche momento con lo sguardo fisso nel vuoto. La Perego gli ha chiesto una prima volta che cosa pensasse del futuro dei giovani, e Andreotti non ha risposto. La conduttrice ha ripetuto la domanda, ma anche questa volta Andreotti è restato in silenzio. La Perego ha allora interrotto la trasmissione e lanciato la pubblicità; alla ripresa, Andreotti non era più in studio, ma la Perego lo ha richiamato "per ricevere il saluto del pubblico, visto che l'interruzione pubblicitaria è avvenuta in modo un po' brusco": il senatore a vita è rientrato e si è seduto su una sedia mentre il pubblico lo applaudiva. Quindi si è congedato con una battuta: "Sono contento del fatto che mi avete messo tra due belle ragazze invece che tra due ladroni..". Ecco il video di quanto è accaduto:
Basterà un semplice sms di 1 euro al 48584 per aiutare i bambini colombiani vittime di violenze. E' una nuova iniziativa di Terres Des Hommes Italia, attiva fino al 22 novembre, che ha come obiettivo migliorare l'assistenza ai piccoli nel suo centro di Bogotà. Da 40 anni in Colombia si consuma una guerra sanguinosa e le vittime dei gruppi armati crescono giorno dopo giorno. Nei sui 6 anni di vita il Centro de Apoyo Psicosocial di TDH Italia ha aiutato più di 4 mila persone, e tra i casi trattati molti bambini che hanno assistito all'uccisione o alla tortura dei propri familiari. Per sostenere il progetto si può visitare il sito internet della onlus http://www.terredeshommes.it/ e http://social.ansa.it/.