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Tempi di polemiche su Facebook. Dopo la rimozione dei gruppi a favore di Tartaglia, l'aggressore di Berlusconi, nelle ultime ore milioni di utenti si sono ritrovati iscritti a gruppi che manifestano solidarietà al premier. E' il caso di "Solidarietà a Silvio Berlusconi": due milioni di persone che sul social network avevano aderito ad una campagna per il terremoto in Abruzzo e che, da un momento all'altro si sono trovati "iscritti" a una pagina completamente diversa. O come è successo al gruppo "No a Facebook a pagamento", trasformato in un gruppo di solidarietà al premier. Ora in tanti sono in collera e minacciano denunce e si sono vendicati lasciando il gruppo in massa. Insomma in una sola notte sono spuntati gruppi con 380 mila adesioni: a dir poco impossibile. Si tratta un'operazione molto semplice, un cambio di nome. Un'operazione che da alcuni mesi è diventata su Facebook molto usata dagli amministratori: basta semplicemente digitare il nuovo nome in un gruppo e il gioco è fatto. Ora tutti vogliono capire chi c'è dietro questo fatto a dir poco scandaloso!


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