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Sono dei giorni davvero terribili questi. Dopo l'aggressione del bambino di 10 anni e della turista tedesca, molti randagi sono stati avvelenati o seviziati da persone (se così possono ancora essere chiamate) che hanno deciso di fare giustizia riversando tutta la loro cattiveria e brutalità sui cani. La LAV, Enpa e Animalisti Italiani hanno diffidato il sindaco di Modica (Ragusa), a ritirare subito l’Ordinanza, emanata dopo la tragica aggressione mortale ai danni di un bambino e il ferimento di altre tre persone, con cui ha dato il via libera all’abbattimento dei cani randagi, ritenendola illegale e illegittima. Queste associazioni chiedono anche di accertare che i cani randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti, di uccisioni, e che l’area non sia stata eventualmente contaminata con bocconi avvelenati, pericolosissimi per l’incolumità pubblica. “Quanto accaduto negli ultimi giorni nelle zone di Scicli e di Modica è sconcertante e gravissimo, siamo vicini e solidali con le famiglie delle persone drammaticamente colpite, ma non sarebbe giusto né risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane, nella gestione del fenomeno randagismo, disciplinato da precise disposizioni di legge tese alla corretta prevenzione”. Ma a quanto pare nessuno ha dato molto peso a questa richiesta, perchè ogni giorno vengono trovati dei corpi di cani senza vita. Inoltre anche l'associazione "Rapid Dogs Rescue" ha lanciato una petizione una petizione che chiede alle Istituzioni competenti che i 15 cani randagi catturati a seguito del grave episodio verificatosi nella giornata del 15 marzo nel comune di Scicli, in cui ha perso la vita un bambino, non siano soppressi, ma vengano affidati a delle idonee strutture in grado di accoglierli e avviarli alla rieducazione. "Siamo coscienti della gravità dell`episodio, e vicini alla famiglia nel lutto che sta attraversando, ma concordi nel sostenere che la responsabilità dell`accaduto vada ascritta unicamente al Comune, quale responsabile della cura e della custodia dei randagi presenti sul suo territorio. E` improbabile inoltre che l`aggressione sia avvenuta da parte dell`intero branco. Verosimilmente molti degli animali non hanno preso parte all`aggressione e non devono diventarne a loro volta vittime." E' troppo facile scaricare la colpa di tutto sugli animali quando i veri responsabili sono coloro che ne avevano la custodia e se ne sono importati ben poco delle proprie responsabilità civili e penali. Quei cani sono finiti in mezzo ad una strada per mano dell'uomo, non l'hanno chiesto loro di diventare così e ora dovrebbero anche essere uccisi? I veri mostri siamo noi e non loro...la loro aggressività è dettata dall'istinto e dalla forza di sopravvivenza, la nostra solo dalla cattiveria! Firmate tutti la petizione all'indirizzo http://www.firmiamo.it/nonuccidiamoli


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